Torna il poliziotto di quartiere. Senza soldi
SICUREZZA Il Viminale promette altri 300 agenti. Il Siulp: «Distaccarli dalla volanti non serve a
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Sara Menafra
Il poliziotto di quartiere si farà, assicura il ministro Pisanu. «In finanziaria ci sono tutte le risorse necessarie: le restrizioni per il taglio delle tasse faranno salve le esigenze dei nostri apparati di sicurezza». Nell'alzare il calice sulla «mazzata alla camorra» Pisanu smentisce i dati resi pubblici qualche giorno fa da sindacati di polizia e deputati della Margherita. Promette linea dura per la sicurezza, anche nel resto d'Italia. Le cifre della Finanziaria 2005, però, si prestano poco ad accompagnare i festeggiamenti mattutini. Già nel primo disegno di legge il ministero dell'Interno vedeva le sue risorse decurtate di 113 milioni di euro. «La Finanziaria 2005 - aveva detto il deputato diellino Maurizio Fistarol -taglia del 10% i fondi per la formazione e del 73% quelli per i mezzi operativi e strumentali della polizia, ma si registrano anche tagli del 10,33% ai fondi per i programmi di protezione dei collaboratori di giustizia, del 21,23% per i mezzi operativi e strumentali dei carabinieri e del 26,07% per attrezzature e impianti penitenziari». L'ulteriore emendamento taglia tasse ha rosicchiato altri 30 milioni dalla tabella A, cioè quella delle «spese correnti», la voce che comprende tutte le spese «vive» da mezzi come auto e moto alle tecnologie, computer, fax e stampante fino alla formazione del personale. Il primo progetto a saltare, avevano tirato le somme i sindacati, sarà il poliziotto di quartiere.
Persino a voler chiudere gli occhi sui tagli, i problemi dell'agente della porta accanto erano cominciati ben prima di quest'anno. Anzi, a dirla tutta, fin dalla sua attivazione -il 18 dicembre 2003 - il progetto del poliziotto di quartiere non è mai decollato. Il motivo è semplice. I poliziotti di quartiere sono quasi sempre agenti delle volanti a cui il ministero toglie l'automobile per mandarli in giro a piedi. Con le aggiunte di ieri - 300 carabinieri e poliziotti che lunedì prossimo raggiungeranno 38 città per svolgere il loro servizio in 53 quartieri - le forze impiegate saranno 2200 unità, in servizio in 486 aree urbane di circa diecimila abitanti ciascuna. Quasi ovunque sono più o meno gli spazzini dei negozianti. Mandano via i barboni e gli ambulanti dalle vie principali e poco altro. Nel quartiere Tuscolano di Roma, come spiegava una inchiesta della scorsa primavera su il manifesto, i due poliziotti di quartiere attivati per coprire una zona grande quanto l'intera città di Bologna per ottenere qualche risultato in più hanno deciso di sorvegliare solo una parte della grande arteria. Quella dei numeri pari. Qui i due agenti coprono mezza Bologna con le risorse destinate al progetto in tutta la penisola: a piedi, con un cellulare che può solo ricevere, senza i palmari promessi e mai arrivati, niente motorini e in testa i cappelli ereditati dai poliziotti sciatori. Dall'altro lato della strada tutto come prima, anzi peggio visto che qualunque delinquente sa che la zona è meno sorvegliata. «Cito solo un dato - dice Massimiliano Valdannini, segretario provinciale del Siulp di Roma - dalla stazione Castro Pretorio, nella zona della stazione ferroviaria, sono stati distaccati due agenti e inviati a fare il poliziotto di quartiere. I furti sono aumentati del 25%». I carabinieri, dal canto loro non hanno mai voluto attivare sul serio il servizio: secondo il progetto, a differenza dei poliziotti, dovrebbero girare da soli e non in coppia. Salvo qualche raro caso nei centri storici delle città principali, nessuno ha mai voluto farlo.
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